garbugli0

Cronaca di una papilla nel giorno del suo compleanno

 

– installazione polimaterica dal retrogusto quotidiano –

In un mondo senza cibo non troppo lontano da qui, c’è ancora qualcuno che vuol festeggiare in maniera speciale.

L’opera cattura i momenti salienti della preparazione di una torta, dal concepimento dell’idea fino all’atto ultimo in tavola.

La torta nell’immaginario collettivo è intesa come capolavoro di pasticceria, come soddisfazione piena che dal palato arriva all’umore, divenendo iconica rappresentazione della festa, della convivialità e della condivisione.

Preparare una torta sin dai primissimi istanti produce precisi stati emotivi (allegria, desiderio di piacere, magari di soprendere; speranza di essere all’altezza, di fare bella figura),  nonché richiede indispensabili operazioni fisiche (fare la spesa, scegliere e pesare gli ingredienti, mescolarli, infornare, decorare, ed infine servire) fino a coronare l’esperienza con l’assaggio, l’appagamento del gusto.
Ma in un mondo senza cibo non troppo lontano da qui, non ci si ciba più con il palato: il cibo lo si guarda, lo si desidera, lo si consuma a colpi di mouse, alla velocità dello zapping.

Nell’opera sono raccontate le tre fasi principali per preparare una torta in un mondo senza cibo.

Momento #1 | L’INTENZIONE

Che poi è anche il momento delle emozioni.

La torta in potenza è foriera di significati festosi, di intimi rituali: è proposta disegnata di un evento speciale.

Momento #2 | LA PREPARAZIONE

Il cibo c’è ma non c’è.

L’elaborazione della ricetta, intesa come scansione temporale di molteplici operazioni viene qui condensata in un unico gesto.

Il packaging, l’incarto e la confezione raccontano i valori che l’industria alimentare, la pubblicità e la società attribuiscono al cibo, piuttosto che il valore intriseco del cibo stesso.

Troppo spesso una forma accattivante di packaging è più evocativa di quello che in realtà contiene. Nella quotidianità il cartone delle uova è rappresentativo delle uova quanto le uova stesse.

La realizzazione, nell’opera coincide con un momento di incapacità ( di realizzare effettivamente la torta) e di assurdità ( gli ingredienti messi ancora imballati e indistintamente nella casseruola e poi infornati).

Momento #3 | A TAVOLA

Nessuna percezione del disastro, al contrario in tavola l’immagine di torta questa volta mediata dal touch, una delle tante nello sterminato universo del food, un’immagine accattivante, significativa e attraente, di una fetta di torta, bella sicuramente, e chissà forse anche buona.

In ogni momento l’idea del cibo non è rappresentata dal cibo stesso ma da un referente ( parole, disegno, packaging,  fotografia digitale).

L’installazione è  tra le opere selezionate del Food Art Awards 2012,

premio istituito dall’associazione Arte elevata al Comune  con il patrocinio del Comune di Ceglie M.,

ed è attualmente allestita nel Castello ducale di Ceglie Messapica 

fino al 21 agosto.

Se riuscite fateci un salto,

ci sono delle opere davvero curiose ed interessanti,

Ceglie in questo periodo è uno splendore

ha un sacco le iniziative in programma

e suvvia, gente siamo in estate!

 

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Questa voce è stata scritta da StesaConDitaInForno e pubblicata il agosto 17, 2012 su 3:07 pm. È archiviata in Dal cucchiaio alla città, Menù del Giorno con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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