garbugli0

Sicchè mi mancherete #2

Quando abbiamo iniziato, non avevo ancora chiaro in mente cosa sarebbe stato.

Si fa presto a dire ‘matematica e arte‘, soprattutto quando ti accorgi che

le cartucce delle tue truppe arrivano fino alle proporzioni ed alle simmetrie,

che i frattali te li sogni
che limiti e asintoti pure
lo studio di funzione non esiste.

Il chè era come stare intirizziti su una striscia di terra di fronte sti due oceani sterminati con unica dotazione di secchiello e paletta.
Come spiegare che l’acqua è la stessa, cambiano il fondale, la flora e la fauna?!
Come ‘circuirli’ facendoli sembrare di stare a giocare con la sabbia mentre invece li si impiegava nella costruzione di un piccolo tunnel subaqueo?

Un paio di idee balzano alla mente.

La pasta.

e poi gli Origami.

[ma perchè cercavano proprio un architetto?

 e soprattutto in che termini l’architettura può fare corto circuito tra arte e matematica?

Una risposta interessante sta nel metodo. Il metodo progettuale.

Progettare significa rispondere a dei bisogni.
Significa intercettare i dati del problema
capire come formulare la domanda (rigorosamente con penna rossa, eh!)
e lanciarsi a capofitto verso la soluzione,

tramite il Procedimento.

E così arrivò l’illuminazione per il  tema di fine corso: PROGETTARE HOW TO.
Nello specifico

GRUPPO A – progetto grafico di decorazione superficiale a base geometrica di un tavolo ed una sedia realizzati in cartone.

in due parole: psichedelia pura.

GRUPPO B – progetto di un mobiletto porta pc realizzato in cartone.

E quindi come di rito: schizzi, disegni e dove non arriva il disegno arriva il plastico. tanti plastici.

Il primo per capire la forma e le proporzioni generali del tutto ed iniziare a capire gli incastri.

il secondo per capire chi va dentro cosa, come si incastrano i pezzi tra loro per farli reggere e funzionare.

DISEGNO IN SCALA: non vi sto nemmeno a raccontare l’indicibile soddisfazione di vedere scomporre in fattori primi un numerone, per poter risolvere il teorema di Pitagora sulla ipotenusa del triangolo rettangolo formato da mezzo lato del quadrato e il lato intero.

Perchè nel caso vi sfuggiste, sotto i vostri occhi c’è la Signora Sezione Aurea, con la costruzione geometrica del suo proprio rettangolo.

Ed infine AUREO quello vero. che non ha fatto na piega.

Ora detto tra noi.

non credo che con questo corso siate diventati più veloci nel risolvere le espressioni
o più scaltri nel disegno tecnico, le nozioni si imparano e si dimenticano in un battibaleno.
quello che conta è che abbiate fatto vostra la versatilità del pensiero.
Non ci sono confini disciplinari che tengano
di fronte ad una mente sveglia e visionaria.

Alimentate i vostri pensieri degli stimoli migliori

e non importa se diventerete scienziati artisti o semplici fattorini,

ricordatevi di crescere ogni giorno.

[Un ringraziamento speciale ai ragazzi del gruppetto C Multimedia

per aver messo l’uomo vitruviano caposotto nelle slide di presentazione del lavoro finale.

Grazie ancora! ]

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Questa voce è stata scritta da StesaConDitaInForno e pubblicata il giugno 10, 2012 su 3:29 pm. È archiviata in Dal cucchiaio alla città con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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