garbugli0

appunti pasta #1

Riposto un pezzo sulla pasta che ho scritto qualche tempo fa su Minimo Arch.

Prendetelo come un inizio di

___

Della geometria della pasta ovvero della metodologia del progettare
How to choose the right type of pasta for a dinner with an Italian/architect

e. a. a.| garbugli0.wordpress.com

Se per Munari “qualunque libro di cucina è un libro di metodologia progettuale[1], può essere intuitivo comprendere quanto la scelta del giusto tipo di pasta per un primo, vada ben oltre il mero gusto culinario: cultura materiale, storia e tettonica hanno nutrito un territorio così eterogeneo da produrre nel tempo esiti formali senza dubbio interessanti. In Italia i formati di pasta sono più di trecento, e partendo dall’interazione minima tra farina ed acqua, pressoché infinite sono le varianti di pasta ad oggi prodotte o consumate. Ma aldilà della ricchezza compositiva delle forme, c’è da dire che bucatini, paccheri ed orecchiette presi per se stessi non hanno la stessa capacità espressiva che sprigionerebbero abbinati ad un sughetto, piuttosto che ad un tal condimento. Perché i paccheri non si fanno in brodo? O meglio, nessun medico vieterebbe di cibarsene, è una questione propriamente tettonica. Oltre gli  oggettivi limiti fisici che impediscono ad un bucatino di essere servito ripieno, vi sono delle peculiarità intrinseche ad ogni formato che passano per la rugosità della sfoglia, la cavernosità di una curva o il liscio scivolare di una linea. Ma noi italiani la nostra cultura materiale la diamo per scontato quando aprendo l’anta della credenza, con curioso sguardo esploratore, indaghiamo tra pacchi mezzi aperti quale sarà la forma del pranzo, tant’è che ci voleva il libro di uno chef ed una grafic designer anglofoni[2] per avere la spinta nonchè l’avvallo scientifico per scrivere questo articolo. A proposito del libro: un interessante abaco tipologico.


[1] Munari Bruno, Da cosa nasce cosa – Appunti per una metodologia progettuale, Economica Laterza, Bari 1996

[2] Hildebrand Caz Jacob Kenedy, La geometria della pasta, Sperling&Kupfer, Londra 2010

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Questa voce è stata scritta da StesaConDitaInForno e pubblicata il marzo 22, 2012 su 12:19 am. È archiviata in Da uno spascio nasce un aggiusto, Dal cucchiaio alla città con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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