garbugli0

Un accozzo, un regalo ed una bozza di Manifesto.

E’ vero: t’ho trascurato.

Giorni e notti di silenzio,

ho scansato la mail, glissato il telefono

e persino istruito i miei collaboratori su almeno 10 scuse diverse da usarti.

Lo so penserai sia una stlonza, e chissà forse c’hai visto bene.

Pperò. [evviva i pperò!] t’ho portato un regalo.

Cioè  più che un regalo,

è un capolavoro di ingegno, d’arte e di industria,

cui fa capo un preciso modo di vivere e di pensare.

In altre parole: è un vero e proprio Manifesto.

Senza incappare in sommarie generalizzazioni, diciamo pure la verità:

il ‘food design‘ e i ‘food designer’ (fud-de-chè?) hanno rotto i ciglioni. Almeno per un paio di ragioni:

1. La Cucina, intesa come cultura culinaria, è l’esito di una millenaria evoluzione di pance affamate, papille curiose e acquoline golose.

Essa stessa è ricerca sui materiali, indagine sulle proporzioni, creatività, contaminazione, tettonica.
La Cucina è nata col brontolio di stomaco del primo uomo ben prima della ruota, delle macchine di Leonardo e sicuramente prima di chiunque illuminato che, per fare il figo con l’inglese, con la parola ‘food design’ si arroghi il talento di “inventare” ai fornelli.*

(per intenderci è come la storia del barbiere che si fa chiamare hair stylist, perchè sai...no?cioè come dire...)
2. Tutti gli infiniti arnesi da cucina rappresentano la lenta emancipazione dell’uomo,
il  progresso tecnologico del suo genere, l’applicazione costante e ripetuta del suo intelletto al servizio dei sensi per soddisfare i suoi bisogni reali. 

Perchè è il bisogno a motivare un’efficace ricerca.

Del resto, il disegno industriale nacque con il nobile intento di migliorare la qualità della vita della collettività.
I designer dal canto loro, animati dalle migliori intenzioni, progettavano oggetti efficienti, utili e straordinariamente belli. Riproducibilità e serializzazione avevano il compito di semplificare la quotidianità e portare la bellezza nella case di tutti.
Questo è Design.

Oggi per design si spacciano un sacco di storiacce come

la capacità di indurre un bisogno,
l’estro di deformare un oggetto che andava benissimo così com’era fino a snaturarne la funzione,
il consumo di energia e risorse finalizzato al capriccio invece che alla necessità

Ora siete liberissimi di continuare a  piazzare una serie di cibetti carini e colorati in un piattino sghembo pensando di fare design

e addirittura di credere che una formina capace di sagomare l’uovo sodo a forma di cuore sia un oggetto di design – per carità può pure essere un oggettino sfizioso ma vi prego, non scomodate il design per ste zozzerie!

ma se non motivate le vostre eventuali ragioni dissonanti, potete pure girare i vostri mouse altrove!

[la vedi quella X in alto a destra?! se ci clicchi su diventi pure web designer!]
Annunci
Questa voce è stata scritta da StesaConDitaInForno e pubblicata il febbraio 29, 2012 su 8:55 am. È archiviata in Dal cucchiaio alla città, Utensili -arnesi - attrezzi del mestiere. con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

...e commenta sù!!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: