garbugli0

Se dovessi insegnarti l’architettura?*

Questione piuttosto scomoda…

Le Corbusier

Inizierei dal proibire gli “ordini”, mettendo un fermo  alla putrescenza degli ordini, quest’incredibile provocazione dell’intelligenza.
Insisterei sul reale rispetto per l’architettura.

D’altro canto, racconterei ai miei allievi del moto delle Cose sull’Acropoli di Atene, la cui preminente grandezza comprenderanno solo più in là.
Prometterei di spiegare la magnificenza di Palazzo Farnese e del vasto golfo spirituale tra le absidi di San Pietro e la sua facciata, entrambe rigorosamente costruite nello stesso “ordine”, ma l’una da Michelangelo e l’altra dall’Alberti. E di molti altri fatti  tra i più semplici e veri dell’architettura, la cui comprensione richiede una certa padronanza.

Enfatizzerei il fatto che la nobiltà, la purezza, la percezione intellettiva, la bellezza plastica, e la qualità eterna della proporzione sono le gioie fondamentali dell’architettura, che possono essere comprese da chiunque.

Mi sforzerei di inculcare nei miei studenti un acuto senso di controllo, di giudizio incondizionato, e di capire il “come” ed il “perché”… Li incoraggerei a coltivare questa attitudine fino al loro ultimo giorno. Ma vorrei che imparassero a partire da una serie oggettiva di fatti.
I fenomeni sono fluidi e mutevoli, soprattutto oggi giorno, così gli insegnerei a distruggere le formule e imprimerei loro l’idea che tutto è relativo.

Chiedo ad un giovane studente: Come faresti una porta? Quanto grande? Dove la metteresti? (1) Come faresti una finestra? Ma tra l’altro, a cosa serve una finestra? Sai davvero perché si fanno le finestre?
Se lo sai, saprai anche spiegarmi perché una finestra è ad arco, quadrata, rettangolare (2). Voglio delle spiegazioni, e aggiungerei:
Pensaci bene,  abbiamo ancora bisogno di finestre oggi?

In quale parte della stanza penseresti ad una porta? Forse ti si prospettano diverse soluzioni.

Esatto, ci sono più soluzioni ed ognuna di queste porta una sua sensazione d’architettura. Vedi,  sono queste differenze alla base dell’architettura. A seconda del modo in cui entri in una stanza, dalla posizione della porta nel muro, conquisti un’impressione specifica e il muro che attraversi acquisisce delle proprie caratteristiche. Così senti di aver scoperto l’architettura.

A proposito, ti proibisco di tracciare un asse nelle tue planimetrie – gli assi sono mere formule per abbagliare l’ignoto.

Un’altra questione importante: dove faresti l’apertura della finestra? Comprenderai come a seconda di come viene la luce, varia la sensazione percepita, perciò disegna tutti i possibili modi con cui una finestra può aprirsi e dimmi qual è il migliore.
E poi, perché hai dato quella forma alla stanza? Pensa ad altri possibili forme fattibili, e mettici le aperture di porte e finestre. Sarebbe meglio se comprassi un grande bloc notes per questo compito – avrai bisogno di pagine e pagine.

Ora disegna tutte le possibili forme di salotti, sale da pranzo, cucine, camere da letto, ognuna con le sue proprie caratteristiche. Fatto questo prova a ridurre le dimensioni al minimo.
Una cucina. E’ una questione di progettazione urbana,  di circolazione, delle aree di lavoro.

Non dimenticare che la cucina è sacrosanta.

Passo successivo è disegnare l’ufficio di un uomo d’affari, con segretaria, tipografi e operai.

Ricorda che una casa è una macchina per abitare, e che un ufficio o una fabbrica sono macchine per lavorare.

Tu non saprai nulla di “ordini” e nemmeno del “trend 1925”; e se ti trovo a disegnare in stile 1925, ti prendo a pugni sulle orecchie. TU NON DEVI ESSERE UNO STILISTA. Tu articoli, progetti – niente di più.

Ora prova a risolvere una tra le più intricate questioni attuali: la casa minima.

Le corbusier

Prima di tutto per un uomo o una donna single, poi per una coppia di sposi – non si parla ancora di figli. Solo dopo cambi casa: ecco che due bambini sono arrivati. Dopodichè devi sistemare quattro bambini.

Tutto questo non è affatto facile, e così inizierai col disegnare una linea retta, attorno cui aggregare le unità necessarie nel giusto ordine, ognuna con l’area minima.

Per concludere, proverai ad assemblare le unità componenti per fare una casa – non ti preoccupare della costruzione: quella è un’altra storia.

Se ti piace giocare a scacchi, ti tornerà utile qui, e in più non dovrai più recarti al Caffè per cercare un avversario!

Fatti un giro in cantiere e osserva come si prepara il calcestruzzo rinforzato, i tetti piani, o i solai e come vengono messe in opera le finestre. Fai schizzi, e se ti accorgi di qualche fesseria, prendi nota e quando torni chiedi spiegazioni. Non immaginare che imparerai costruzione attraverso la matematica. Questà è una falsità professata dall’Accademia per prendere il meglio di te.

Nondimeno avrai da studiare un bel po’ di statica. E’ facile. Non pensare di poter conoscere esattamente come il calcolo della resistenza è stato ottenuto dai matematici. Con un po’ di pratica, comprenderai le tecniche di calcolo, ma soprattutto apprenderai come le parti di un edificio funzionano. Assicurati  di aver capito il Momento di Inerzia. Una volta compreso, sarai libero di far quel che vuoi.

Tutto questo è piuttosto scontato: lascia l’alta matematica ai matematici.

I tuoi studi non sono ancora finiti. Dovrai ricercare attorno alle questioni di suono, temperatura ed espansione. Del calore e della refrigerazione. Quanta più esperienza diretta potrai fare, tanto più ringrazierai dopo.

Questa è una regola d’oro: utilizza matite colorate. Con il colore puoi accentuare, classificare, chiarire e districare. Con la matita nera schiacci tutto e ti perdi. Ripeti sempre a te stesso: i disegni devono essere facili da leggere.  I colori arrivano in soccorso.

(…)

E ora, amico mio, ti prego di tenere aperti gli occhi. Hai gli occhi aperti?
Sei stato educato a tenere gli occhi aperti? Sai come si tengono gli occhi aperti? Li tieni continuamente e utilmente aperti?
Che cosa guardi quando passeggi?

Guarda il retro degli edifici se vuoi imparare. Chiudi gli occhi davanti ai prospetti sulla strada. Poi vai a misurare un edificio decente dietro la facciata. Studia questa costruzione anonima avendo come prospettiva una successiva costruzione di scala maggiore, forse in acciaio (una casa prefabbricata) o in calcestruzzo armato. Ora che mi sono rivolto al tuo senso dell’onestà vorrei inculcarti, inculcare a te come a tutti gli studenti di architettura, l’odio per lo “stilismo da tavolo da disegno” che consiste nel coprire un foglio di carta con immagini attraenti, “stili” o “ordini” -questa è moda. L’architettura, è spazio, larghezza, profondità, altezza, volume e circolazione.

Architettura è una concezione della mente. La devi concepire nella tua testa ad occhi chiusi. Soltanto così puoi prendere visione del tuo progetto. La carta è soltanto lo strumento per mettere in ordine l’idea e trasmetterla al committente o al costruttore.

Quando grazie alle planimetrie e alle sezioni hai ottenuto un insieme che funziona, gli alzati vengono di conseguenza, e se hai qualche dote come progettista anche i prospetti saranno belli. Ripetilo in ogni maniera che le case servono per abitare ma sappi che sarai un buon architetto soltanto quando i tuoi prospetti funzioneranno.

Le proporzioni bastano ma però c’è bisogno anche di molta immaginazione, e più modesto è il problema tanto maggiore è l’immaginazione di cui vi è bisogno.

Architettura è organizzazione.
TU SEI UN ORGANIZZATORE, NON UNO STILISTA DA TAVOLO DA DISEGNO.

[Le Corbusier]

* per chi volesse, di seguito l’originale in inglese (dovrebbe esser decente anche stampata in A3 o in A4 a limite). La traduzione è autoprodotta, quindi se notate strafalcioni clamorosi fate sapè!

If I had to teach you

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Questa voce è stata scritta da StesaConDitaInForno e pubblicata il gennaio 25, 2012 su 9:49 am. È archiviata in Dal cucchiaio alla città, Menù del Giorno con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

5 pensieri su “Se dovessi insegnarti l’architettura?*

  1. mari in ha detto:

    GRANDE!!!! grande pensatore , grande guida…!

  2. Anto in ha detto:

    dovrebbe essere così per tutte le professioni ed i mestieri…. ed invece nella vita reale abbiamo i “baroni”…. gli “accademici”… ed infine i “Poveri Succubi”… : (

  3. Marvulli Annarita in ha detto:

    molto bello e profondissimo! grazie per avermelo proposto!

  4. Marvulli Annarita in ha detto:

    Molto bello e profondo! grazie per avermelo propsto! Cercherò di tenerlo in mente sempre, nonostante la mia ignoranza in materia!

...e commenta sù!!

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