garbugli0

Tipo-patate&cozze

Numerosissime le lettere, i commenti e le generiche attestazioni di stima mosse per Garbugli0 in questi ultimi tempi.
Garbugli0 arrossisce al limite dell’abbrustolimento e timidamente ringrazia.

Ma tra i tanti commenti ricevuti,  ci scrive Angelo da Molfetta in riferimento alla Parmigiana di martedì: “Premettendo che apprezzo moltissimo la mancanza di parmigiano di copertura, Domanda: l’assenza della carota nel trito con cipolla e sedano è voluta?

Colgo la palla al balzo per trattare la questione in maniera più estesa.

In architettura, tanto quanto in cucina, ma più in generale nel reale ci sarà capitato almeno una volta di aver sentito parlare di robe tipo “archetipo”“tipo” e in casi rari addirittura di “ectipo” (!!!).

[no, non chiudere la pagina…ti prometto che la faccio breve!]

In soccorso giunge il caro Barbisan-Masiero*, (trattato in malo modo ai tempi dell’università, mai superato il paragrafo “Iniziando dal trilite”, un gran peccato insomma!) che ci dà un’infarinata di definizioni tanto utili per inquadrare la questione.
Innanzitutto l’archetipo. [roba tipo ‘e luce fu‘]. Un certo Guido Nardi definisce l’archetipo come “l’elemento inalterato nel tempo, simbolicamente molto denso, riconosciuto dalla collettività e dotato di un’elevata valenza progettuale”.
Per Jung l’archetipo è immagine primordiale accumulata nella memoria dell’inconscio collettivo e formatasi dalle esperienze umane.
Insomma, qualcosa che attiene al reale ma che è ancora nell’ideale.
Un gradino più sotto, un po’ più sudicio di contingente, il concetto di tipo che va a delinearsi come “manifestazione dei tratti caratteristici di tutti gli oggetti inseribili in un insieme” (dal greco – modello, impronta) cui corrispondono gli ectipi ovvero le singole impronte materiali.

Cioè se non ho capito male,

l’archetipo del ‘patate-riso&cozze‘ è quello che risiede nel nostro immaginario collettivo. Quando si nominano queste tre magiche paroline in successione, nessuno della collettività barese pensa ai tre elementi scissi, ma nella mente di ognuno si configura una stessa immagine archetipica che fa riferimento ad una serie di invarianti (tipo) e che trova applicazione in tutta una serie di tiane (ectipi), che si differenzieranno per zucchina si – o zucchina no, ma in tutte l’archetipo del riso dentro alla cozza troverà sfazione.

caro Angelo,
mia madre sbuccia le melanzane, perchè con la buccia non le piacciono,

Giuliana tiene le fette di melanzana per 24 h sotto due stracci per togliere l’amaro,

c’è chi le fa solo con la mortadella
e chi ci mette le polpettine…

gli ectipi possono essere pressoché infiniti, pur sempre  nel rispetto dei nomi che si danno alle cose…
tornando alla carota nel soffritto:
me l’ero dimenticata!

*U. Barbisan – R. Masiero, Il labirinto di Dedalo – per una storia delle tecniche dell’archiettura, FrancoAngeli, Milano 2000, pag. 17.

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Questa voce è stata scritta da StesaConDitaInForno e pubblicata il luglio 24, 2011 su 11:36 am. È archiviata in Menù del Giorno con tag , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

3 pensieri su “Tipo-patate&cozze

  1. batterElevare in ha detto:

    povero tipo, sudicio di contingente! e poveri noi, calati in un mondo di ectipi ed ectipi noi stessi! patate-riso&cozze: l’esperienza che ti cambia la vita.

    Sì Ma 🙂

  2. in questo caso, nella tua tiedda mi ci tuffo, e al suddetto archetipo vi aggiungo il prezzemolo e l’aglio: paradigma e sintagma. Saussure dice che in un edificio (l’archetipo), ad esempio una colonna ha rapporti di vicinanza (sintagmatici) con l’architrave che essa sorregge; d’altra parte, la colonna (se è di tipo Corinzio) verrà associata con altri tipi possibili di colonna (Ionia, Dorico, e via dicendo), in un rapporto paradigmatico. Quindi le cozze o mitili di Taranto saranno in rapporto paradigmatico con quelle di Giovinazzo, Molfetta, ecc., e in quanto cozze saranno in rapporto sintagmatico con gli elementi basilari dell’archetipo, le patate e il riso. E vedi che ti mangi.

  3. Che poi sta storia del sintagma introduce la nozione di organismo e di organicità, no?
    Sapere di essere letta da cotanta intellighenzia mi onora. ele-onora, infatti.[so simpatica assai!]

...e commenta sù!!

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