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I mangiatori di patate l’avevano già capito, ma facevano finta di nulla

vincent  van gogh

ho voluto, lavorando, far capire che questa povera gente, che alla luce di una lampada mangia patate servendosi dal piatto con le mani, ha zappato essa stessa la terra dove quelle patate sono cresciute; il quadro, dunque, evoca il lavoro manuale e lascia intendere che quei contadini hanno onestamente meritato di mangiare ciò che mangiano. Non vorrei assolutamente che tutti si limitassero a trovarlo bello o pregevole”.

queste le parole di Van Gogh, autore dell’opera, intorno alla fine dell’ottocento.
ma c’è dell’altro.

Commiserati da tutto il mondo, a tratti magari anche nostalgicamente idealizzati dai più, perchè con quell’aria da sfigatelli si accontentavano di sti pomi di terra bollenti,i mangiatori di patate l’avevano capito molto tempo prima di noi:

Quanto son buone le patate!

Le Patate Kumpir (dette volgarmente “patate ripiene”)

patata ripiena greca

Importante è non iniziare con un passo falso: scegliere patate grosse, rotondeggianti…carnarute insomma.
Le ho viste per la prima volta fare al Kalapà, un ristorantino simil take away al Pigneto [roma] e ci son rimasta sotto.

La semplicità del principio di cucina coniuga una versatilità di condimenti, e sapori pressochè infinita.

Sto ancora sperimentando la giusta cottura, ma da quel che mi è parso di capire si potrebbero cuocere in due modi:

– in forno ( ma va via una barca di tempo e di corrente!);

– una prima botta di bollitura in pentola (le patate cuocciono ma restano succose) e poi la morte in forno.
Condire e sgrattuggiare, condire e sgrattuggiare, e poi magari un altro pochino di forno.

Strategica è la scelta del piatto in cui servire la patata: un piatto fondo e piccolo che raccolga la patata per bene (…).

Se proverete a cercare ‘patata  ripiena‘  o ‘patate kumpir‘, troverete un sacco di zozzerie inaccettabili…però lì sta a voi:

un po’ di buon gusto anche in cucina, please!

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Questa voce è stata scritta da StesaConDitaInForno e pubblicata il giugno 24, 2011 su 9:48 am. È archiviata in Menù del Giorno con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

3 pensieri su “I mangiatori di patate l’avevano già capito, ma facevano finta di nulla

  1. Alessandro in ha detto:

    Ciao sono Alessandro del citato Kalapà,
    articolo e disegno da paura, vorrei aggiungere un altro piccolo consiglio per fare a casa le patate. E’ meglio non bollire prima le patate, poiché è vero che poi in forno si cuociono prima ma avreste la buccia poco croccante, il miglior modo è lavarle bene asciugarle e metterle al forno già caldo al massimo. Un altro problema che potrebbe non far venire la buccia croccante a casa è che il forno che abbiamo al kalapà è fatto apposta per le patate con un caminetto che porta via l’umidità, il forno di casa invece specialmente se nuovo, ha la guarnizione che lo rende ermetico e non permette la fuoriuscita dell’umidità quindi il consiglio è, o di usare un forno vecchio con la guarnizione rotta, o di aprire ogni 15 minuti un pochino lo sportello e far fuoriuscire l’umidità in eccesso. Ultimo consiglio utilizzate solo patate a pasta gialla quelle che usiamo noi sono le Fiorona di Viterbo che hanno pezzatura grande e sono saporitissime.
    Ciao buon appetito
    Alessandro

  2. Ciao Alessandro, il tuo commento è stato una gran bella sorpresa! grazie mille per i tuoi consigli…in effetti ricordavo il vostro forno a cassettini e avevo intuito che lì ci fosse la chiave di tutto. proverò presto a farle seguendo le tue dritte, sperando di non dover rompere la guarnizione del forno… 😉

  3. Pingback: Patata Kumpir: the revenge! | garbugli0

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